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Posted by HealthyLifeinUrbanJungle on 29 agosto 201629 agosto 2016

Alleata della nostra bellezza e della nostra salute, lacqua svolge un ruolo importantissimo allinterno del nostro organismo.

Trasporta ossigeno e nutrienti alle cellule, aiuta la respirazione, trasforma il cibo in energia, protegge gli organi, lubrifica le articolazioni, elimina le tossine, regola la temperatura corporea

Per un adulto è consigliato bere almeno 2 litri dacqua al giorno, che possono aumentare a seconda delle proprie attività quotidiane (lavoro, allenamento..) e delle variabili ambientali (come ad esempio il caldo).

Se bere acqua ti annoia, le acque aromatizzate sono la soluzione ideale per te!

Si tratta di acqua che viene insaporita con frutta, verdura o erbe. Normalmente per la preparazione vengono utilizzati barattoli di vetro con chiusura ermetica oppure caraffe dotate di tappo. Dopo aver riempito il contenitore con acqua (sia naturale che frizzante) basta aggiungere gli ingredienti prescelti e lasciare riposare in frigorifero. Per ottenere un buon risultato è meglio lasciarla in frigo per almeno 4 ore. Maggiore è il tempo di riposo, maggiore sarà laroma!

Fragole e Lamponi: in un barattolo versare lacqua, una fetta di limone, 5 lamponi, 3 fragole tagliate in quarti, 4 foglie di menta. Combinazione dolce e gustosa!

Ananas e Zenzero: riempire il contenitore con acqua, 2 fette di ananas tagliata a pezzi, 3 foglie di menta e zenzero grattuggiato a piacere. Ricetta energetica, variante spicy alla tipica acqua e limone!

Menta e Cetriolo: aggiungere allacqua versata nel barattolo 3/4 foglioline di menta, un paio di fettine di limone e mezzo cetriolo tagliato a rondelle. Accostamento freschissimo e super dissetante!

Belle da vedere, ottime da gustare! 

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Tutti sappiamo che l’acqua è indispensabile alla vita, ma pochi sono consapevoli del ruolo determinante che l’acqua svolge praticamente in ogni organo e funzione del nostro corpo.

L’acqua non si limita a sostenere la vita: un’acqua buona può veramente farci stare meglio, più in forma e può anche migliorare il nostro aspetto.

Di quanta acqua abbiamo bisogno?

La prima cosa da sottolineare è che il nostro corpo ha bisogno di acqua anche se non abbiamo sete. Tenendo conto che le esigenze di ogni singolo individuo dipendono da numerosi fattori, in generale una persona media dovrebbe bere da 1,5 a 2-2,5 litri di acqua al giorno.

Le bevande contenenti caffeina – caffè, thè e le bibite a base di cola, di fatto – sembrerà strano! – disidratano l’organismo a scapito di vari organi in quanto, per la loro elaborazione, utilizzano più acqua di quella che apportano.

Anche le bevande alcoliche possono provocare disidratazione.

Infine, succhi e bevande per gli sportivi calmano sì la sete, ma possono anche aggiungere calorie non richieste.

Acqua: che cosa succede se non c’è.

Si può vivere per settimane senza cibo, ma senza acqua moriremmo in pochi giorni e, ancora prima, nei climi caldi dove la traspirazione fa perdere acqua rapidamente.

La mancanza di acqua provoca effetti dannosi: già un deficit dell’1% della quantità di acqua presente nel corpo provoca la sensazione di sete. Un deficit di solo il 5% provoca un rialzo termico, seppure lieve, mentre un deficit del 10% inizia a provocare il malfunzionamento dei reni e la comparsa di spasmi muscolari: diventa impossibile camminare. Infine, intorno al 20% di deficit la pelle si crepola, il funzionamento degli organi si blocca e sopravviene la morte.

E’ riconosciuto che Acinetobacter spp. ha un ruolo importante nella colonizzazione e nelle infezioni dei pazienti che entrano nell’ospedale.Sono stati implicati in un’ampia varietà di infezioni ospedaliere incluso sepsi, infezioni del tratto urinario, meningiti secondarie ma il ruolo predominante è di essere agenti responsabili delle polmoniti nosocomiali, in modo particolare nelle polmoniti dei pazienti degenti nelle unità di terapia intensiva. Tali infezioni sono difficili da trattare per l’ampio spettro di resistenza presentato da questi batteri. Nonostante il significato e la frequenza di tali batteri molti clinici non considerano la potenziale importanza di questi batteri negli ospedali in parte anche per il confuso stato tassonomico di questi. In precedenza infatti sono stati classificati sotto 15 diversi nomi generici fra cui i più noti Mima polymorpha e Moraxella lwoffi. Il genere Acinetobacter è ora definito come includente batteri Gram negativi, coccobacilli strettamente aerobi, non mobili, catalasi positivi, ossidasi negativi con temperatura ottimale fra 20°C e 30°C.

Grazie all’ibridazione degli acidi nucleici e studi di sequenziamento, che costituiscono i metodi più moderni per definire le specie e determinare i rapporti fra i diversi microrganismi, è stato confermato che A. baumanii  è la specie con corredo genomico più conservato e quindi più ancestrale all’interno del genere. Come per altri organismi Gram negativi la resistenza ai beta lattamici è legata alla produzione di beta lattamasi incluse  quelle maggiormente diffuse come TEM-1 e TEM-2.

In sintesi Acinetobacter baumanii  è un patogeno nosocomiale di importanza crescente capace di rapido adattamento negli ospedali. Indubbiamente questo patogeno porrà problemi nel futuro anche perchè presenta un profilo di multiresistenza

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e campione d”Europa 2005-2006-2007-2008-2009

L”Accademia di Tennis di Bepi Zambon è il fulcro dello Sporting Zambon e naturale vivaio per l’attività agonistica, ma soprattutto un ambiente sano per la crescita umana dei nostri giovani che imparano ad essere prima grandi uomini e poi grandi tennisti.

L”accademia è suddivisa tra tennisti Junior (di età compresa tra i 5 e 16 anni) e Senior.

– Maestri: Mario Ferro, Luigi Manzoni, Andrea Pregnolato;

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La dieta bilanciata affiancata dalla regolare attività fisica rappresentano le terapie fondamentali per la cura del diabete e soprattutto la prevenzione da eventuali complicanze.

La dieta equilibrata favorisce il controllo dei livelli di zucchero nel sangue; un livello di alimentazione eccessivo infatti aumenta la richiesta d’insulina da parte dell’organismo costringendo il pancreas ad un maggiore lavoro; il pancreas può non essere tuttavia in grado di produrre l’insulina oppure l’ormone prodotto può non rivelarsi sufficiente a fronteggiare le richieste dell’organismo stesso.

Il mantenimento del peso ideale attraverso una dieta sana ed equilibrata è sufficiente a controllare il diabete.

La dieta ideale:

La dieta ideale di un soggetto diabetico non differente da quella di un soggetto sano. L’apporto calorico necessario è identico, in relazione a peso e costituzione fisica e l’obiettivo è il raggiungimento del peso forma e soprattutto il suo mantenimento.

La differenza fondamentale con un soggetto sano è che quest’ultimo può permettersi di trasgredire da una dieta equilibrata senza conseguenze al contrario di un soggetto diabetico.

Nella dieta consigliata ai soggetti affetti da diabete andrebbe valutata attentamente l’assunzione di zuccheri favorendo quelli ad assorbimento lento come gli amidi rispetto a quelli ad assorbimento rapido come glucosio e saccarosio.

Carboidrati e proteine non devono essere prevalenti nella dieta di un soggetto diabetico, al contrario le fibre possono essere assunte in quantità abbondanti perché favoriscono il rallentamento dell’assorbimento di carboidrati.

Alla dieta sana ed equilibrata sarebbe corretto affiancare una leggera attività fisica; può essere sufficiente una breve passeggiata successivamente ai pasti principali quando il livello di glicemia tende ad essere elevato.

Sport intensi invece dovrebbero essere praticati solo dopo la completa digestione e preceduti da un controllo ai valori della glicemia.

Pianificazione ed equilibrio tra i pasti:

Elemento di fondamentale importanza per un diabetico è l’accurata scelta degli alimenti, il giusto equilibrio tra i pasti e la pianificazione degli stessi evitando di far trascorrere troppo tempo tra un pasto ed il successivo.

La dieta ideale per un diabetico dovrà essere consumata in tre pasti principali intercalati da tre spuntini che permettono di ricevere un costante apporto di glucidi durante l’arco di tutta la giornata.

Gli spuntini servono a ridurre la fame e rendere meno pesanti i pasti principali ed evitare crisi di ipoglicemia, il cosiddetto calo degli zuccheri.

Durante i pasti e durante tutta la giornata il diabetico dovrebbe evitare bibite e superalcolici preferendo un abbondante consumo di acqua, tisane, tè e caffè.

Crisi di ipoglicemia: sintomi e rimedi:

L’ipoglicemia, il calo del livello di zucchero nel sangue è la complicanza più comune del diabete e si presenta di solito tra un pasto e l’altro oppure nelle ore notturne.

Il mancato rispetto degli orari della dieta, un’attività fisica eccessiva e non programmata possono favorirne l’insorgere con sintomi quali sensazione di malessere, sonnolenza, mal di testa, palpitazioni e sudorazione eccessiva, pallore e irritabilità.

In caso di sintomi evidenti è necessario somministrare al diabetico zuccheri ad assorbimento veloce, per esempio tre o quattro zollette di zucchero; nel caso invece i sintomi siano più blandi può bastare un po’ di pane o qualche biscotto, carboidrati ad assorbimento più lento.

Un buon riposo è alla base della qualità di vita. Se mangiamo bene, svolgiamo attività fisica, ma non dormiamo bene di notte, tutto il nostro organismo ne risente. Ovviamente se abbiamo seri problemi di insonnia, sarebbe opportuno indagarne le cause, che possono essere di natura psicologica, ma a volte con dei piccoli e semplici accorgimenti possiamo migliorare la qualità del nostro sonno.

Ecco 7 semplici “trucchi” per riposare bene di notte, alcuni sembrano scontati, ma a volte trascuriamo proprio questi fattori apparentemente semplici e banali.

Una regola è per esempio quella di areare le stanze della nostra casa, assicurando un ricambio di aria continuo, ed evitare soprattutto che la camera da letto sia troppo calda. Il sonno infatti è favorito da una temperatura fresca,  tra i 15 e i 10 gradi.

Il buio è molto importante, è così che il nostro cervello riceve lo stimolo del sonno. Quindi spegniamo tutte le luci e chiudiamo bene le tapparelle: anche le luci provenienti dall’esterno possono infatti distrarci dal prendere sonno. L’ideale sarebbe quindi non avere il televisore in camera, o comunque   non utilizzare computer e televisione almeno un’ora prima di coricarsi, meglio un libro. Se non abbiamo la possibilità di oscurare completamente la stanza da letto, possiamo usare una mascherina.

Cuscino e materasso sono importantissimi per garantire un sonno ristoratore. Passiamo un terzo della nostra vita dormendo, quindi dobbiamo aver cura di scegliere bene i nostri compagni di sonno! Per il materasso, privilegiamo materiali naturali come il lattice naturale e la lana che riducono l’esposizione alle  tossine, e usiamo un buon coprimaterasso ipo-allergenico, anch’esso naturale, per proteggerlo.

Per quanto riguarda invece le abitudini e i comportamenti da assumere o evitare per prepararsi per un buon sonno, è fondamentale evitare di prendere caffé o altre sostanze eccitanti (anche fumare una sigaretta, poiché la nicotina è anch’essa stimolante), nelle ultime ore della giornata. Ricordiamo che anche l’alcol è stimolante. Va bene un bicchiere di vino rosso, perché si sa che “fa buon sangue”, ma non di più.

L’esercizio fisico fa aumentare il livello di endorfine nel corpo, aiutando a dormire meglio e migliorando la qualità del sonno. Tuttavia, l’esercizio fisico deve essere svolto durante la giornata e fino alle 19, altrimenti dormire diventerà un problem! Unica eccezione lo yoga ma non tutti i tipi di yoga e non tutti gli esercizi sono raccomandabili prima di andare a letto, ci sono degli esercizi adatti.

Cenare presto e con cibi leggeri è importantissimo: si dovrebbe cenare almeno due ore prima di coricarvi, perché la digestione, specie se difficoltosa disturba il riposo.

Come per l’esercizio fisico, anche il bagno o la doccia calda non dovrebbero essere fatti a ridosso del momento in cui si va a letto: l’aumento della temperatura corporea infatti non aiuta a conciliare il riposo notturno.

Ci sono infine dei rimedi naturali per sconfiggere l’insonnia, che possono essere utili nell’ambito di una strategia globale per migliorare il sonno.